venerdì 12 aprile 2013


Ma sentite quant’è frizzantina l’aria di aprile….fa venir voglia di prati verdi e del colore dei fiori, di cieli azzurri e avvolgenti… Va bene dai, domani tutti in un qualsiasi spazio aperto, che sia un prato verde ed abbia fiori, a camminare a piedi nudi ed a respirare a pieni polmoni. Nella nostra tradizione ci sarebbe anche l’occasione giusta per farlo: il 25 aprile; una ricorrenza, che per Venezia, è ancora più antica della “Festa della Liberazione”, iniziata dal 1945. Si narra che l’evangelista Marco, mentre era in vita, avrebbe evangelizzato la gente di Venezia, diventandone il Santo Patrono, la quale poi gli dedicò l’emblema del Leone Alato. Questo giorno  corrisponderebbe alla data della morte del Santo e si festeggia regalando un boccolo di rosa rossa alla propria amata. Mentre nell’ entroterra veneziano si usa passare la giornate sull’argine della Brenta (e anche regalare il boccolo), mangiare “uova e asparagi” oppure la “frittata con i bruscandoli”. E quindi la ricetta della:

Frittata con bruscandoli a modo mio:
ingredienti per 4 persone, tempo di preparazione e cottura 40 minuti, facilissimo.

Ingredienti:
8 uova,
100 gr. di bruscandoli,
¼ di cipolla,
100 gr. di ricotta,
del grana grattugiato,
sale e pepe quanto basta,
burro e pan grattato per la teglia,
olio extravergine d’oliva.

Preparazione:
prendete i bruscandoli, ben lavati, tagliateli grossolanamente e fatteli saltare in una padella in cui avrete soffritto la cipolla tritata con l’olio extravergine d’oliva; in una ciotola sbattetele le uova con la ricotta, aggiungete i bruscandoli; mescolate bene con una generosa spolverata di grana grattugiato, in modo da rendere tutto ben amalgamato, salate e pepate a vostro piacere. Prendete una teglia da forno (tipo quelle per dolci, rotonda di diametro 15 cm), imburratela e cospargetela di pan grattato; versateci il composto e infornate (a forno preriscaldato) a 180° C per 20 minuti circa. Servitela tagliata a fette, buonissima anche a temperatura ambiente.








mercoledì 10 aprile 2013

La primavere è arrivata!!!

Finalmente l’inverno è finito!!! Certo dal 21 marzo in poi, ma le giornate già si stanno allungando e tutto si sta risvegliando pian piano, si inizia a vedere le prime foglioline sugli alberi e tutto si sta colorando di un verde intenso e lucido. Il mio sguardo è sempre attento alla natura e per questo, da quest’anno, ho deciso di prepararmi un orticello, piccolo, intanto per cominciare e poi si vedrà. Ho seminato: piselli, radicchio e del prezzemolo, non vedo l’ora di veder germogliare tutto!!! A proposito di germogli, lo sapete che si possono mangiare e dall’ortolano ce ne sono di varie tipologie: Alfa Alfa, Cavolo, Crescione, Finocchio, Ravanello e molti altri. Sono un vero è proprio concentrato di sali minerali e vitamine, aggiunti ad alcuni piatti danno un tocco un po’ esotico; attenzione però, devono essere davvero freschissimi!!!





giovedì 4 aprile 2013


Mille foglie con salmone marinato al pepe di Sichuan.
Ingredienti per 2 persone, tempo di preparazione un’oretta circa più i tempi di marinatura, facile.

Ingredienti:
250 gr. di trancio di salmone fresco,
30 gr. di sale fino,
10 gr. di zucchero,
10 gr. di pepe di Sichuan,
1 confezione di sfoglia surgelata.



Preparazione:
sistemate il salmone in una pirofila con la pelle sotto,  mescolate il sale con lo zucchero ed il pepe di Sichuan, cospargete il mix così ottenuto sul salmone; ricoprite la pirofila con la pellicola e mettetela in frigorifero per una notte intera, in modo da lasciare marinare bene il pesce. Trascorso il tempo per la marinatura, sciacquate il salmone sotto l’acqua fredda, in modo da ripulirlo dalla marinatura ed asciugatelo con carta assorbente da cucina. Prendete la sfoglia scongelata, con uno stampino di forma quadrata (di cm.8x8) ricavate 4 parti, poneteli su una teglia da forno coperta da carta oleata ed infornateli, a forno preriscaldato a 200°C. per  20 minuti circa. Nel frattempo preparate il salmone tagliato a fettine sottili, staccando man mano la pelle, con un coltello a lama lunga e stretta, ma soprattutto ben affilato. Quando la sfoglia sarà cotta, lasciatela raffreddare; componete quindi le due mille foglie su due piatti, decorateli a vostro piacere e servite.

Consiglio:
essendo questo un piatto molto saporito e grasso abbinerei un vino frizzante come il Serprino. Questo vino, ottenuto dall’omonima uva, viene prodotto sui nostri Colli Euganei, è molto fresco ed aromatico. Con la sua bollicina elegante darà una gradevole sensazione di pulizia alla bocca, invitandola così ad un altro boccone di questo antipasto.


Per gentile concessione di "RdBmagazine" con cui collaboro 

sabato 22 settembre 2012

Un ricordo molto speciale


Ultimo mese d’estate…. settembre apre la porta all’autunno, questo mese mi riporta sempre ad un periodo della mia vita a cui sono molto legata. Mio nonno aveva un piccolo vigneto e le prime domeniche di settembre erano dedicate alla vendemmia. Mi ricordo che in quelle domeniche la mamma, la nonna e gli zii stavano tra le vigne a raccogliere l’uva, mentre io e mio padre con una Fiat Cinquecento, che aveva solo il sedile dal lato guida, facevamo avanti ed in dietro per trasportarla. Io sedevo dietro a lui, su un secchio rovesciato; in quell’auto, che a vederla adesso sembra così piccola, ero circondata dai grappoli ed il loro profumo mi inebriava. Portavamo i secchi pieni fino alla barchessa, lì svuotavamo l’uva dentro alla macchia che la spremeva e, quello che ne usciva, cadeva dentro al tino (“mesoto” in dialetto) e si ritornava. Mi ricordo soprattutto i salti provocati dalle buche nel viale, mi facevano ridere da pazzi e il mio riso faceva divertire anche mio padre, che in quei momenti pareva avesse la mia età. Arrivava così mezzogiorno, si mangiava a casa dei nonni. Il nonno faceva la gallina lessa ed il profumo di quel brodo riempiva la casa, la nonna brontolava per questo. Il capotavola era riservato a mio padre ed era sempre il primo ad essere servito. Ogni anno erano gli stessi piatti: risotto di brodo, gallina e fagiolini  lessi. Ma quel risotto era troppo buono, come quello del nonno non ne ho più mangiati.
Neanche farlo apposta in settembre si raccoglie anche il riso. In Italia questo cereale viene coltivato in larga scala, soprattutto al nord e noi veneti non ci facciamo mancare neanche questo: Vialone nano di Grumolo delle Abbadesse (Vi.); coltivazione che si pratica dal Cinquecento, introdotta dalle monache benedettine di San Pietro di Vicenza; è un presidio Slow Food, in quanto la chiocciolina (famosa in tutto il mondo) vuole sostenere quei produttori che continuano a coltivarlo nonostante abbia una resa inferiore alle altre varietà.





domenica 16 settembre 2012

Una gita fuori porta ricca di sapere

Ieri sono andata dalla mia amica Francesca, azienda agricola e vitivinicola Salvan sui Colli Euganei, mi aveva invitato a "passeggiate lungo la Strada del Vino". Mi sono ritrovata in una passeggiata naturalistica a 360°.
Beh, scoprire cose così importanti e ricche di storia, a pochi passi da casa, mi ha lasciato senza parole.
I nostri Colli si sono formati circa 30 milioni di anni fa, da eruzioni vulcaniche sottomarine ed hanno una conformazione geologica tra le più ricche di minerali, proprio per questo fino al 1971 sono stati deturpati da ben 68 cave, per esempio: Piazza San Marco è stata pavimentata di pietra "Trachite" estratta proprio dai Colli Euganei. Questo tipo di terreno ne confà sicuramente anche ai vigneti e ne ho avuto prova dalla seconda passeggiata, accompagnata da Giorgio Salvan (padre di Francesca e grande agronomo). Ci siamo adentrati tra i filari assaggiando, a destra ed a manca, i grappoli di uva ancora appesi alle viti. Salvan Senior è un poeta, racconta con una tale enfasi la storia del vino e della sua terra da fartene innamorare.
Che dire??? Grazie Francesca, è stata una giornata bellissima!!!

Questa è la frase con cui vi accoglie www.salvan.it
"Se pensate che ci sia "più tempo che vita"... fermatevi un po'.
Giorgio Salvan vi accompagnerà ad incontrare le viti.
Rosanna e Francesca vi accoglieranno in cantina.
Vi presenteranno vini che parlano della terra e delle stagioni,delle storie della gente e dei loro cibi.
Porterete con voi ricordi ed emozioni da rivivere a casa sorseggiando con amici."







mercoledì 12 settembre 2012

Ecco un'altro piatto che potrete trovare questo mese nel nostro menù:
"Gnocchi di patate dolci con Taleggio e pere"



domenica 2 settembre 2012

Se l'Arcangelo si bagna le ali, pioverà sino a Natale


Settembre è il mese…
….del Miele di Barena, tipico del nostro territorio deriva dal fiore Limonium vulgare, comunemente chiamato anche Fiorella di Barena. Questo fiore ha la sua massima fioritura a cavallo tra giugno e luglio, gli apicoltori posizionano le arnie agli argini della barena; le api non sono distratte da altri tipi di fiori e si nutrono solo del nettare della Fiorella, che attraverso degli enzimi lo trasformano in miele. Quando il miele è maturo gli apicoltori lo raccolgono e lo lasciano riposare per 40 giorni circa in cisterne di acciaio. Passato questo tempo abbiamo un miele balsamico, ottimo per le vie respiratorie, ricco di minerali e molto energetico. Guardacaso Madre Natura ce lo offre appena prima dell’inverno, è proprio una brava mamma questa natura!!!
Se non sapete dove trovare il Miele di Barena, sappiate che a San Pietro di Strà (Ve.) c’è l’Apicoltura FEVARI.

Questo mese, infatti, noi proponiamo i "Ravioli di Asiago Vecchio con porcini e miele di Barena".
La ricetta è più difficile da spiegare che da fare e quindi vi consiglio di venirla ad assaggiare.
Nel frattempo ecco alcune foto del piatto: