sabato 22 settembre 2012

Un ricordo molto speciale


Ultimo mese d’estate…. settembre apre la porta all’autunno, questo mese mi riporta sempre ad un periodo della mia vita a cui sono molto legata. Mio nonno aveva un piccolo vigneto e le prime domeniche di settembre erano dedicate alla vendemmia. Mi ricordo che in quelle domeniche la mamma, la nonna e gli zii stavano tra le vigne a raccogliere l’uva, mentre io e mio padre con una Fiat Cinquecento, che aveva solo il sedile dal lato guida, facevamo avanti ed in dietro per trasportarla. Io sedevo dietro a lui, su un secchio rovesciato; in quell’auto, che a vederla adesso sembra così piccola, ero circondata dai grappoli ed il loro profumo mi inebriava. Portavamo i secchi pieni fino alla barchessa, lì svuotavamo l’uva dentro alla macchia che la spremeva e, quello che ne usciva, cadeva dentro al tino (“mesoto” in dialetto) e si ritornava. Mi ricordo soprattutto i salti provocati dalle buche nel viale, mi facevano ridere da pazzi e il mio riso faceva divertire anche mio padre, che in quei momenti pareva avesse la mia età. Arrivava così mezzogiorno, si mangiava a casa dei nonni. Il nonno faceva la gallina lessa ed il profumo di quel brodo riempiva la casa, la nonna brontolava per questo. Il capotavola era riservato a mio padre ed era sempre il primo ad essere servito. Ogni anno erano gli stessi piatti: risotto di brodo, gallina e fagiolini  lessi. Ma quel risotto era troppo buono, come quello del nonno non ne ho più mangiati.
Neanche farlo apposta in settembre si raccoglie anche il riso. In Italia questo cereale viene coltivato in larga scala, soprattutto al nord e noi veneti non ci facciamo mancare neanche questo: Vialone nano di Grumolo delle Abbadesse (Vi.); coltivazione che si pratica dal Cinquecento, introdotta dalle monache benedettine di San Pietro di Vicenza; è un presidio Slow Food, in quanto la chiocciolina (famosa in tutto il mondo) vuole sostenere quei produttori che continuano a coltivarlo nonostante abbia una resa inferiore alle altre varietà.





domenica 16 settembre 2012

Una gita fuori porta ricca di sapere

Ieri sono andata dalla mia amica Francesca, azienda agricola e vitivinicola Salvan sui Colli Euganei, mi aveva invitato a "passeggiate lungo la Strada del Vino". Mi sono ritrovata in una passeggiata naturalistica a 360°.
Beh, scoprire cose così importanti e ricche di storia, a pochi passi da casa, mi ha lasciato senza parole.
I nostri Colli si sono formati circa 30 milioni di anni fa, da eruzioni vulcaniche sottomarine ed hanno una conformazione geologica tra le più ricche di minerali, proprio per questo fino al 1971 sono stati deturpati da ben 68 cave, per esempio: Piazza San Marco è stata pavimentata di pietra "Trachite" estratta proprio dai Colli Euganei. Questo tipo di terreno ne confà sicuramente anche ai vigneti e ne ho avuto prova dalla seconda passeggiata, accompagnata da Giorgio Salvan (padre di Francesca e grande agronomo). Ci siamo adentrati tra i filari assaggiando, a destra ed a manca, i grappoli di uva ancora appesi alle viti. Salvan Senior è un poeta, racconta con una tale enfasi la storia del vino e della sua terra da fartene innamorare.
Che dire??? Grazie Francesca, è stata una giornata bellissima!!!

Questa è la frase con cui vi accoglie www.salvan.it
"Se pensate che ci sia "più tempo che vita"... fermatevi un po'.
Giorgio Salvan vi accompagnerà ad incontrare le viti.
Rosanna e Francesca vi accoglieranno in cantina.
Vi presenteranno vini che parlano della terra e delle stagioni,delle storie della gente e dei loro cibi.
Porterete con voi ricordi ed emozioni da rivivere a casa sorseggiando con amici."







mercoledì 12 settembre 2012

Ecco un'altro piatto che potrete trovare questo mese nel nostro menù:
"Gnocchi di patate dolci con Taleggio e pere"



domenica 2 settembre 2012

Se l'Arcangelo si bagna le ali, pioverà sino a Natale


Settembre è il mese…
….del Miele di Barena, tipico del nostro territorio deriva dal fiore Limonium vulgare, comunemente chiamato anche Fiorella di Barena. Questo fiore ha la sua massima fioritura a cavallo tra giugno e luglio, gli apicoltori posizionano le arnie agli argini della barena; le api non sono distratte da altri tipi di fiori e si nutrono solo del nettare della Fiorella, che attraverso degli enzimi lo trasformano in miele. Quando il miele è maturo gli apicoltori lo raccolgono e lo lasciano riposare per 40 giorni circa in cisterne di acciaio. Passato questo tempo abbiamo un miele balsamico, ottimo per le vie respiratorie, ricco di minerali e molto energetico. Guardacaso Madre Natura ce lo offre appena prima dell’inverno, è proprio una brava mamma questa natura!!!
Se non sapete dove trovare il Miele di Barena, sappiate che a San Pietro di Strà (Ve.) c’è l’Apicoltura FEVARI.

Questo mese, infatti, noi proponiamo i "Ravioli di Asiago Vecchio con porcini e miele di Barena".
La ricetta è più difficile da spiegare che da fare e quindi vi consiglio di venirla ad assaggiare.
Nel frattempo ecco alcune foto del piatto: